In Puglia costi più alti per 1,3 milioni di vetture diesel, rincari tra i 10 e i 40 centesimi per viaggiare verso Taranto, Napoli, Pescara e Roma.
Anche l’ADOC contesta gli aumenti della manovra governativa. Ecco quanto riferito dall’ADOC al TGR del 1 Gennaio 2026.
Anno nuovo, tariffe nuove. Ovviamente più costose. Dall’ultima Manovra finanziaria arriva un aumento delle accise sul diesel. L’allineamento delle imposte con quelle sulla benzina produce di fatto costi più alti per i rifornimenti delle auto diesel, in media 4 centesimi in più per litro. Un aggravio che di fatto si applica dalle prime forniture in arrivo in queste ore (per il carburante in giacenza nei distributori dai giorni scorsi valgono ancora le vecchie accise) e va ad incidere fortemente sulle vetture che circolano in Puglia. Oltre 1 milione 300mila quelle alimentate a gasolio, si tratta del 53 per cento del parco auto regionale.
Altra mini-stangata riguarda i pedaggi autostradali, che dalla mezzanotte del primo gennaio risultato aumentati mediamente dell’1 e mezzo per cento. Il che si traduce in una serie di rincari sulle tratte maggiormente percorse. I costi da Bari Nord a Napoli Est passano da 21 euro e 30 centesimi a 21 euro e 60 centesimi. Per andare da Bari a Pescara Sud ci vogliono 23,40 euro, dunque 30 centesimi in più rispetto all’anno scorso. Crescono poi di 40 centesimi i costi tra Bari e Roma e di 10 centesimi tra Bari Sud e Taranto, arrivati a 5,40 euro. Rincari minimi se presi in valore assoluto, ma assai significativi se moltiplicati giorno per giorno, come evidenziato dalle associazioni dei consumatori.
Nel servizio la voce di Giulia Procino di Adoc Puglia
