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Lo spreco alimentare affligge una vasta percentuale di consumatori, i quali si accollano significative conseguenze negative sul piano economico, ambientale e sociale perché rappresenta una delle principali cause della perdita di risorse alimentari e contribuisce, in modo diretto, all’aumento delle emissioni di gas serra, aggravando il fenomeno del cambiamento climatico.

Le cause principali sono spesso riconducibili ad abitudini di acquisto non pianificate e a modalità di conservazione degli alimenti non adeguate. Quindi, ridurre lo spreco alimentare è possibile attraverso una gestione più consapevole della quantità e altre adozioni di semplici pratiche quotidiane capaci di prolungare la durata degli alimenti e valorizzarne l’utilizzo.

In questa circostanza, ci soffermiamo su frutta e verdura, in particolare sono alimenti biologicamente attivi. Infatti, la loro corretta conservazione richiede la conoscenza delle caratteristiche fisiologiche e delle condizioni ambientali più idonee. Ad esempio, alcuni frutti, definiti climaterici – come mele, pere, banane e kiwi – continuano il processo di maturazione anche dopo la raccolta in quanto è regolato dalla produzione di etilene, un gas naturale che può accelerare la maturazione e il deterioramento degli alimenti conservati nelle vicinanze. Per questo motivo, una corretta separazione e gestione dei frutti climaterici è fondamentale per preservare la qualità degli alimenti e limitare lo spreco.

Nell’alimentazione, pertanto, è necessario perseguire una corretta distinzione tra le diverse tipologie di alimenti per consentire una conservazione più efficace. I pomodori, ad esempio, devono essere conservati a temperatura ambiente, al riparo dalla luce diretta e da fonti di calore. L’utilizzo del frigorifero è consigliato solo quando risultano molto maturi e prossimi al deterioramento, con l’indicazione di consumarli entro pochi giorni.

Le verdure a foglia vanno conservate in frigorifero, nel cassetto dedicato, utilizzando contenitori traspiranti o sacchetti di carta, al fine di limitare l’eccesso di umidità che favorisce il deterioramento.

I latticini devono essere conservati in frigorifero, preferibilmente nei ripiani centrali, dove la temperatura è più stabile. È essenziale richiudere accuratamente le confezioni dopo ogni utilizzo e rispettare le date di scadenza indicate. Anche le uova vanno conservate in frigorifero, mantenendole nella confezione originale che le protegge da urti e contaminazioni da odori. Si raccomanda di non lavarle prima della conservazione, ma solo immediatamente prima dell’uso.

Il pane e i prodotti da forno, invece, devono essere conservati in un ambiente fresco, asciutto e ben ventilato, lontano da fonti di calore e umidità. L’umidità infatti favorisce lo sviluppo di muffe, mentre un ambiente eccessivamente secco accelera il processo di indurimento. Per prolungarne la conservazione, è possibile congelare il pane, giudiziosamente già porzionato, scongelandolo solo al momento del consumo.

Altri argomenti per prevenire lo spreco è l’applicazione del metodo First In, First Out (FIFO), che prevede il consumo prioritario degli alimenti acquistati o preparati per primi. Per questa ragione è consigliata una corretta collocazione all’interno del frigorifero ovvero:

  • collocare in primo piano gli alimenti con scadenza più prossima;
  • posizionare dietro quelli acquistati più recentemente;
  • verificare regolarmente le date di scadenza;
  • utilizzare contenitori trasparenti ed etichette con l’indicazione della data di apertura o preparazione.

Una buona organizzazione del frigorifero favorisce il controllo degli alimenti, migliora le condizioni igieniche e contribuisce in modo concreto alla riduzione dello spreco alimentare domestico.

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