Lo spreco alimentare è un fenomeno globale che coinvolge cibo, natura, energia ed economia. Circa un terzo della produzione alimentare mondiale non arriva nei piatti, con perdite lungo tutta la filiera, soprattutto nelle abitazioni. Se le tendenze attuali continueranno, lo spreco raddoppierà entro il 2050.
Il WWF sottolinea che lo spreco non riguarda solo alimenti, ma anche risorse naturali ed economiche: in Italia, ogni anno si sprecano 140 miliardi di litri d’acqua e circa 300 euro a persona. A livello globale, il valore del cibo sprecato arriva a circa 2.600 miliardi di dollari considerando anche i costi ambientali. Lo spreco contribuisce significativamente alle emissioni di gas serra, al consumo di acqua, fertilizzanti e terreni agricoli.
Ogni anno viene perso o sprecato circa 1/3 di tutto il cibo prodotto per il consumo umano, di cui il 45% di frutta e verdura, 35% di pesce, 30% di cereali e 20% di carne e latticini.

Obiettivi ONU
Il Goal 12.3 dell’Agenda 2030 mira a dimezzare lo spreco alimentare pro capite, con potenziali benefici come quello di poter sfamare un miliardo di persone e ridurre l’impatto ambientale.
In casa nostra invece risulta che ogni italiano butta circa 25 kg di cibo all’anno, soprattutto frutta, verdura, latte, yogurt e pane. Quindi uno spreco domestico che raggiunge circa 6 miliardi di euro, i quali vanno sommati a quelli di filiera pari a 9 miliardi circa, per un totale di scarsi 15 miliardi di euro l’anno. Ovvero l’1% circa del PIL. Mentre il 9% della popolazione vive in povertà alimentare.
Cosa possono fare i cittadini
Per ridurre lo spreco, si possono adottare pratiche semplici, come il pianificare la spesa evitando acquisti impulsivi, conservare correttamente la quantità necessaria di frutta, verdura e prodotti deperibili, riutilizzare gli avanzi in nuove ricette e mettere continuamente gli occhi sugli alimenti per controllare le date di scadenza. Anche nei ristoranti e nelle mense, porzioni equilibrate e condivisione degli avanzi possono fare una grande differenza.

Obiettivo: azzerare lo spreco
È fondamentale ridurre a zero lo spreco domestico e lungo tutta la filiera. Modificando le abitudini di acquisto, conservazione e consumo, cittadini e istituzioni possono ridurre gli impatti economici, ambientali e sociali.

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