In una città nemica del pedone e di quanti la attraversano con gli ausili tipici delle persone svantaggiate nella mobilità, favorire l'uso degli autobus urbani è una priorità assoluta!

L’affermazione è dell’Adoc di Lecce, l’associazione dei consumatori, la quale sostiene che “in città, dove spesso le strisce pedonali sono usate come parcheggi, dove le rampe sono spesso occluse, dove i marciapiedi sono ridotti a striscioline, peraltro invase da ostacoli fissi, dove le piste tattili sono interrotte da fioriere e i percorsi pedonali spesso non hanno alcuna logica, l'autobus può essere un vettore sicuro soprattutto per le categorie di utenti che hanno problemi di mobilità”.

Una presa di posizione, quella dell’Adoc più che opportuna e che si unisce alla protesta montante delle categorie svantaggiate di utenti che a Lecce si vedono costretti a pagare salato il conto della loro esigenza di mobilità, in quanto le risposte che provengono da Frasca di SGM e Pasqualini, assessore alla mobilità, non convincono e rappresentano un mezza verità.

Perchè?, si chiedono in associazione fornendo anche una ipotesi concreta di risposta. “Perché esse fanno riferimento alla legge regionale 18/2002 che, sotto la presidenza Fitto, fu approvata come Testo unico del trasporto pubblico locale per la quale la Regione stanzia delle somme per favorire la mobilità delle categorie agevolate ai sensi dell'art. 30 della stessa legge (privi della vista, invalidi, portatori di handicap), ma è anche vero che i Comuni possono integrare e sopperire con fondi propri per far fronte alla necessità offrire agevolazioni alle categorie predette”.

Quindi onorare o no questo impegno diventa una scelta politica e non una mera operazione contabile.

 

“Perciò – dichiara Presicce, il Presidente provinciale dell’Adoc -, gli amministratori comunali, gli amministratori della SGM, destinate qualche soldo in più alle esigenze di queste categorie di utenti, magari traendoli dai maggiori proventi derivanti dall'aumento dei grattini in città. Uno sforzo non solo è possibile, ma dovuto in una città che spesso nega di fatto la mobilità quotidiana dimostrando sciatteria e disattenzione per la protezione dei percorsi pedonali”.

Bookmark and Share