Alzheimer e demenza senile, come fermarli? Tenendo in allenamento la mente!

Si celebra oggi la XXIII Giornata Mondiale dell’Alzheimer, un evento mirato a far conoscere sempre meglio una patologia sempre più diffusa in Italia e nel resto del mondo.

Secondo il Rapporto Mondiale Alzheimer 2015 sono 46,8 milioni di persone nel mondo affette da demenza ma il numero dei malati raddoppia ogni 20 anni. Mentre in Italia sono circa 1,3 milioni.

Entro il 2050 si stima che a soffrire della malattia degenerativa saranno circa 131,5 milioni di persone.

Per questo è necessario puntare l’attenzione su questo male oscuro, per non lasciare solo chi da solo non ce la fa.

Il Prof. Giuseppe Alfredo Iannoccari, docente di neuropsicologia alla Università Statale di Milano e presidente di Assomensana non ha dubbi: “…il cervello è un organo plastico e subisce lo scorrere del tempo, evolvendosi in continuazione. A partire dai 28-30 anni, superato l’apice dell’efficienza mentale che si ha verso i 25 anni, si iniziano a perdere circa 100mila neuroni al giorno. Cimentarsi in imprese nuove e imparare a fare cose che si pensavano impossibili da realizzare è il primo passo per tenere la mente in allenamento”.

A questo scopo ci sono sei piccoli esercizi in grado di aiutare la memoria e di tenere in allenamento le capacità cognitive riempiendo gli spazi lasciati vuoti dai neuroni persi.

I 6 esercizi

  1. Diventare social. Un consiglio valido soprattutto per gli anziani over 65: imparare a mandare una mail, a navigare in internet, a scrivere un post su Facebook è divertente e stimolante.
  2. Andare a caccia di parole. Annotare su un quaderno, per due giorni e per dieci minuti al giorno, tutte le parole che iniziano con la “A” e via via passare a tutte le altre lettere
  3. Gioco del 3. Ripetere a tre persone diverse una bella notizia cercando di volta in volta di essere più precisi, per poi memorizzarla.
  4. Scacchi, carte, sudoku: ad ognuno il suo. Sono tutti dei buoni alleati per il mantenimento in forma del nostro cervello.
  5. Cambiare le regole. Facciamo sempre la stessa strada? Cambiamo percorso. Cambiamo le regole, spezziamo la routine dei gesti. Il cervello dovrà venirci dietro ed apprendere nuove abitudini.
  6. La sera, a letto, prima di prendere sonno ripensare alla giornata trascorsa. Non per fare un bilancio o darsi un voto. Ma per ripassare le cose fatte, le persone viste, anche nel dettaglio. Si ricostruisce la memoria a breve termine e si posizione nella casella della memoria a lungo termine.

Come detto, in Italia sono più di un milione le persone affette da Alzheimer e le stime purtroppo prevedono una crescita esponenziale, come già avevamo ricordato in questo articolo. Solo nel 2015 i nuovi casi sono stati oltre 260mila.

Numeri drammatici che ci rammentano di come le campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica siano fondamentali per gettare luce su una malattica che cancella passato e presente, col rischio sempre incombente di accrescere la spirale di isolamento e di emarginazione relazionale insieme ai loro familiari.

Quali sono i 10 segni premonitori dell’Alzheimer? Il decalogo della Federazione Alzheimer, non per allarmismo ma per aumentare la consapevolezza

In occasione della giornata sono numerose le iniziative cura della rete Federazione Alzheimer, che ha diffuso anche un utile decalogo sui principali sintomi premonitori della malattia: non per allarmismo, ma per aumentare la consapevolezza.

I 10 SINTOMI PREMONITORI

Per le persone che presentano molti di questi sintomi, ricorda la Federazione, sarebbe opportuno un consulto medico:

  1. Perdita di memoria che compromette la capacità lavorativa. La dimenticanza frequente o un’inspiegabile confusione mentale può significare che c’è qualcosa che non va.
  2. Difficoltà nelle attività quotidiane. Il malato di Alzheimer potrebbe preparare un pasto e non solo dimenticare di servirlo, ma anche scordare di averlo fatto.
  3. Problemi di linguaggio. A tutti può capitare di avere una parola “sulla punta della lingua”, ma il malato di Alzheimer può dimenticare parole semplici o sostituirle con parole improprie.
  4. Disorientamento nel tempo e nello spazio. Il malato di Alzheimer può perdere la strada di casa, non sapere dove è e come ha fatto a trovarsi là.
  5. Diminuzione della capacità di giudizio. Il malato di Alzheimer può vestirsi in modo inappropriato, per esempio indossando un accappatoio per andare a fare la spesa o due giacche in una giornata calda.
  6. Difficoltà nel pensiero astratto. Per il malato di Alzheimer può essere impossibile riconoscere i numeri o compiere calcoli.
  7. La cosa giusta al posto sbagliato. Un malato di Alzheimer può mettere gli oggetti in luoghi davvero singolari, come un ferro da stiro nel congelatore o un orologio da polso nel barattolo dello zucchero, e non ricordarsi come siano finiti là.
  8. Cambiamenti di umore o di comportamento. Nel malato di Alzheimer sono particolarmente repentini e senza alcuna ragione apparente.
  9. Cambiamenti di personalità. Il malato di Alzheimer può cambiare drammaticamente la personalità: da tranquillo diventa irascibile, sospettoso o diffidente.
  10. Mancanza di iniziativa. Il malato di Alzheimer la perde progressivamente: in molte o in tutte le sue solite attività.

 

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